sabato 30 luglio 2011

Ricette cibernetiche: pane al pane


Cari amici vicini e lontani, bentornati!
La ricetta di oggi (suggerita niente popo di meno che da quella sgnappolona della Vale) prevede un ingrediente (ma che dico uno, DUE!) che nelle tavole italiane non può proprio mancare: il pane!
Se siete degli ottuagenari come me, ancora ricorderete quando la mamma vi portava dal fornaio sotto casa e, assieme alla spesa di pane quotidiana, vi faceva scegliere la merenda per quel giorno e voi, inebriati dal profumo che emanava dal negozio, farfugliavate solo cose tipo gh...fds...bhh... e quindi, alla fine, non vi beccavate un cazzo.
Per commemorare quel sacro momento cosa c'è di meglio di una bella ricetta cibernetica?

PANE RIPIENO AL PANE

Prendete delle rosette (si sa, la rosetta è il tipo migliore per fare un bel paninazzo come si deve, chiedeto al muratore che vi sfracella i maroni smartellando ogni mattina) e tagliatele a metà (mi raccomando: in senso orizzontale, non verticale).
Prendete ora del pan carrè, meglio se senza crosta, è più buono e più moderno. Inserite una fetta (o due se siete dei golosoni) di pan carrè all'interno della rosetta precedentemente disposta a metà e richiudete il tutto.
Ecco pronta una merenda salutare ed economica! Si consiglia l'assunzione con dei salumi o affettati vari (ovviamente a parte, da mangiarsi separatamente) accompagnando il tutto con dell'ottima spuma, proprio come vostro nonno!
Buon appetito!

P.S. se siete celiaci, meglio evitare.

giovedì 28 luglio 2011

martedì 26 luglio 2011

Branchie - Niccolò Ammaniti, ovvero un rece-racconto

Un caldo inspiegabile incombe sulle nostre teste in quella che si palesa già come una delle più torride primavere che si possano ricordare.
Ci stiamo dirigendo a Brescia - Leonessa d'Italia - verso questa terra ignota, trasportati inconsapevoli da un istinto sconosciuto, forse ingannevole.
Quel cadavere del mio ragazzo, già messo duramente alla prova da un navigatore satellitare non proprio calibrato, finge indifferenza alla sua manifesta ignoranza automobilistica, sudando come un maiale in calore e imbrattando sedile e volante.
Impossibile capire cosa gli passi per la testa. Con quell'aria distratta, più che altro assente, non sai mai cosa aspettarti. Infatti se ne salta fuori che lui, a Brescia, conosce un tizio, un certo Marco che bazzica nell'ambiente degli imbrattacarte con lo pseudonimo di Crescizz. Mi annoto di sfotterlo al più presto per questo.

Quando ormai ho perso la speranza di riuscire a raggiungere quella che sembra più una città fantasma, piazzata ad hoc sulle mappe stradali solo per ingannare malcapitati turisti, riusciamo ad arrivare in centro e a trovare parcheggio nonostante l'inettitudine mal celata del mio compagno di viaggio. Ci dirigiamo verso il luogo d'incontro stabilito dai precedenti accordi telefonici con l'ignoto Crescizz, e attendiamo il suo arrivo sotto la canicola.
Alla comparsa del fantomatico scrittore, fatico a credere che si tratti di un essere umano tanto è basso e guardo entrambi scettica, chiedendomi se non sia, invece, un chissà che tipo di scherzo. Osservando meglio, mi accorgo che lo conosco questo occhialuto bipede. L'avevo già incontrato qualche anno prima a una specie di serata alcolica per pseudo-intellettuali, della quale viceversa, ho solo il ricordo spento di ascelle pelose.

Insomma, questo tizio comincia a parlare e non la finisce più, e intanto ci accompagna a visitare la Leonessa, blaterando di un libro che dice di scrivere con chissà chi. Lo guardo, fingendomi interessata, ma intanto non riesco a smettere di chiedermi perché, con quaranta gradi all'ombra, questo tipo indossi una maglia a maniche lunghe, arrotolate fino alle spalle, rosa. Passi per il rosa, ma a Brescia non le vendono le t-shirt?
Finalmente raggiungiamo un posto dove trovare ristoro e io mi auguro che, almeno mentre bevono, questi due la smettano per un attimo di cinguettare e farsi gli occhi dolci. Ordino il mio chinotto e, persuasa di essere al sicuro per un po', mi lascio scappare un commento sulla mia attuale lettura "Sesso e lucertole a Melancholy Cove", una palla abissale, un romanzo con mire altissime ma dagli infimi risultati, acquistato dopo aver letto un commento positivo di Ammaniti su un qualche quotidiano.
Non l'avessi mai fatto! Il saputello bresciano mi spara a raffica la bibliografia completa di Ammaniti e mi dice che devo, devo assolutamente leggere Branchie, ché dopo quello tutti gli altri sono inferiori, ché in questo c'è un Ammaniti d'avanguardia, mentre quello più recente, a confronto, fa schifo. Ce ne torniamo a casa dopo la solita serie di convenevoli e io non penso ad altro che a comprare Branchie. Cazzo, Branchie! Lo devo avere.

E insomma, che vi devo dire, io l'ho preso Branchie - pure a prezzo intero - e devo ancora finirlo, ma tanto già lo so. Lo so che alla fine mi toccherà picchiare qualcuno, e quel qualcuno è sempre quella salma del mio ragazzo. Ché poi mica si può sputargli in faccia, ad Ammaniti. Certo scrivere, scrive bene: l'occhio corre pagina dopo pagina senza stancarsi e c'è una ricerca di originalità narrativa che andrebbe premiata.
Ma cazzo, non puoi partirmi con un feedback romano, con un protagonista malato di cancro, e arrivarmi in un'India psicotropa senza che io nemmeno mi accorga della differenza. Voglio dire, questo mi parla degli aperitivi a Campo de' Fiori e torna a parlarmi degli aperitivi indiani, mi racconta delle fighette imborghesite dei Parioli e mi descrive le fighette imborghesite dei quartieri bene di Nuova Delhi come se fossero sempre la stessa cosa. Allora forse era meglio se quel povero cristo di protagonista se ne stava a casa a farsi le chemio, piuttosto che partire per un viaggio che non sembra tale.

Con un così ampio materiale e una scelta radicale di mandare tutto chiaramente affanculo, c'è da chiedersi se Ammaniti, a metà strada, si sia pentito e non abbia voluto tornare sui suoi passi, rendendosi conto che, forse, questo genere non fa per lui. Branchie sembra un vorrei ma non posso, e magari io sono solo una stronzetta frigida che non si eccita con niente, però è questa l'impressione che mi ha dato: di qualcosa sfuggito al controllo.
Branchie lo consiglierei al mio cane.

domenica 24 luglio 2011

SIETE TUTTI DEI PIPPAROLI!

Pippa. Middleton, ovviamente.

Non lo dico io. Non lo dice neanche Gè, anche perché immagino che non sappia di che si stia parlando.
Lo affermano i risultati del sondaggio che, dati alla mano, ha rilevato un'alta percentuale di persone già rassegnate.

Il 45% di voi infatti in un modo o nell'altro tornerà al proprio lavoro col polso lussato. Rimane solo da augurarsi che nessuno di voi sia giocatore di bowling professionista.

Il 25% di voi invece si dedicherà alla completa noncuranza di sé. Il voto è segreto, ma ci tengo a farvi sapere che sarò una di voi. A costo di perdere ogni dignità, di farmi scacciare anche dai pejori bar de Caracas, io non alzerò un dito. Il primo giorno di ferie sbatterò il mio flaccido culone sul divano e non mi rialzerò più. Secchie di cibo e scatoloni di TenaLady sono già pronti e a portata di mano.

Il restante 30% si divide tra chi tenterà di sperimentare inutili e fallimentari approcci sul nuovo, fantomatico social network cercando di "takkinare" (CIT. Mettiu) belle ficheire e chi, disperato per la sospensione delle repliche de La signora in giallo, si accontenterà di quelle di Matlock, ma sappiamo tutti che non è la stessa cosa.

Tutto ciò non porta a nessuna riflessione. Lo sapete i sondaggi della Cyb vantano il primato di inutilità, quindi se andate cercando risposte alle vostre domande, soluzioni ai vostri problemi, sieti capitati nel posto sbagliato.
Per quanto mi riguarda mi auguro solo di diventare tanto obesa da essere dichiarata invalidada, poter indossare un cappello da ciccione e farmi sostituire da un drinking bird quando voglio uscire a mangiarmi un gelato.

mercoledì 20 luglio 2011

Besame mucho


Finché le gambe mi reggono
o la voce almeno
respiro attraverso
fili di rabbia
intrecciati con la seta.

La vita al contrario,
di tavoli e sedie
incollati al soffitto,
di gonne calate sul viso
e culi a prendere il sole,
di cappelli abbandonati
sul marciapiede
a mendicare teste nuove.

Finché le gambe mi reggono
o le dita almeno
intreccio fili di rabbia
e seta
da cui poter respirare.

lunedì 18 luglio 2011

La Bettola: Cyb & Ford VS Unstoppable (2010)

Unstoppable (con parole mie): Denzel Washington salva il mondo fermando un treno coi denti.

La Bettola (con parole mie): la Bettola è un posto sporco e puzzolente dove io e MrFord discutiamo animatamente - tra un bicchiere e l'altro - di qualcosa che ci ha disgustato così tanto da poter essere solo crudeli e senza scrupoli. Potranno essere film, libri, musica. Potrebbe essere qualcuno di voi, quindi state attenti a come vi comportate!
MrFord è il padrone della Bettola, io lo sfortunato avventore che rischia di prendersi qualche brutta malattia bevendo i suoi intrugli. Che altro dire? BENVENUTI!

KLING!
La porta si apre sul vecchio bar all’angolo, distraendo le quattro mummie ubriache intente da ore a rubarsi la pensione a colpi di briscola.
Il posto è buio e umido - non sto neanche a dirvi cosa ricorda - ma in fondo alla stanza, il bancone sembra un nido accogliente nella penombra dei due piccoli fari appesi al soffitto.
Il proprietario del locale è un tutt’uno con le bottiglie impolverate e i bicchieri ingialliti, ma ha un’espressione sincera e sembra quasi credibile mentre asciuga le poche tazze della giornata.

Cazzo Ford! Tua moglie mi ha detto che avevi un viso “particolare” ma, ‘fanculo! Che cazzo fai, infili la faccia nella piastra dei panini la mattina, prima di aprire il bar?!

Assolutamente sì, Cyb! Altrimenti come vuoi che lo conservi il mio stato di forma? Tu, piuttosto, ti sei gettata in una latrina giusto per farti un bagnetto? Puzzi quasi peggio dei debosciati che servo uno dietro l’altro qua!

Se avessi saputo che eri così brutto, sarei venuta qui a guardarti per un paio d’ore, piuttosto che perdere il mio tempo con Anstoppabol! Che cazzo! Se devo soffrire, allora meglio scegliere! Certo che anche una ceretta inguinale sarebbe stata meglio, perfino un film di Von Trier è meno doloroso di quella boiata.

Credo che mia moglie potrebbe rifarti i connotati, se ti fermassi qui a guardarmi per un paio d’ore, quindi forse hai fatto meglio a schiaffarti Anstoppabol, per quanto brutto sia! E se provi a dire ancora una volta che qualsiasi cosa è peggio di quella vagonata di merda di Antichrist ti prendo a bottigliate così tanto che quando ti svegli “i tuoi vestiti saranno passati di moda”, e così ti becchi anche la citazione!
Niente è peggio di Antichrist, tranne Il mercante di pietre. Ma mi pare si stesse parlando di Denzellone nosto, o no?

Cioè dài, Denzel Uoscinton che fa il negro non si può vedere, e il tizio inutile con la faccia inutile e la vita inutile che gli fa da spalla? Ma perché? A cosa serviva un secondo eroe in questo film? Non bastava il caro vecchio Denzel che porta il treno, scavalca i vagoni, prepara il pollo fritto, esegue equazioni matematiche, comunica con gli alieni, prepara dell’altro pollo fritto, salta i fossi per lungo e sostiene la causa a nome di tutti i ferrovieri del mondo?

Guarda che l’altro tizio è nientemeno che il Capitano Kirk di Star Trek, che i treni li guida con la sola forze dell’uccello mentre legge un trattato di estetica e si scaccola selvaggiamente il naso! Uoscinton farà anche il negro alla grandissima, ma questa spalla ti tira giù anche gli invasori di un altro pianeta! E ti dirò di più, secondo me è stato anche il primo uomo a scoparsi una razza aliena, con buona pace di Jay e di Kevin Smith!

Porcocazzo! Non mi parlare di Star Trek! Che quella volta mi è toccato vederlo solo per la speranza di limonarmi il tipo con cui ero uscita e, invece, quello stronzo la lingua l’ha usata solo per ammorbarmi con le sue inutili storie!
Comunque, guard - ,a proposito di gente che fa cazzate - io posso anche capire l’errore umano (a parte che se assumi il fratello stupido di Earl, te lo devi pure aspettare) però ‘sti americani proprio non ce la fanno, cazzo! Prima di tutto mi devi dire che cacchio di misure usano: grattacieli??
“Hey! C’è un treno fuori controllo che viaggia a tutta velocità ed è lungo come un grattacielo!!”
Dove vai quest’estate in vacanza MrFord? Cosa?? A Canicattì? Minchia ma lo sai quanta strada c’è fino a Canicattì? Cioè, saranno 400-500 grattacieli! Io invece vado al lago. Saranno tre grattacieli e mezzo da dove sto io, mi piace stare comoda.

Premesso che io detesto Earl e dunque anche quell’obeso inutile di suo fratello, direi che se penso che per tornare a casa dal lavoro mi devo sparare quattro o cinque grattacieli, e per giunta in treno (!!!) mi viene lo scorbuto, che è quella malattia che ti rende ancora più scontroso di quanto tu già non sia.

Scontroso?! Ma come cazzo parli Ford?!? Nel tuo caso io parlerei di gran SKASSALKAZZAJA!

Meno male che ho Lansdale da leggere! Spero giusto giusto che ci sia un Denzello pronto a prepararmi un bel pollo quando torno a casa!
Tra l’altro ho sentito qualche tuo mugugno in sala a proposito del tipo southern che pare quasi quasi un Kid Rock da vecchio, l’unica cosa che salverei della pellicola, con quel suo look da Sons of Anarchy che stimola immediatamente il mio rispetto. E poi che credi, non vedi che anche io ho la coda da redneck, cazzo?! Hai esagerato un’altra volta e cominci ad avere allucinazioni? Guarda che non ti faccio più bere, razza di debosciata!

Senti ciccio, vedi di darti una calmata! Se a te piace attirare l’attenzione su quell’osceno codino floscio che ti ritrovi, piuttosto che qualcuno ti domandi che forma di vita aliena stia crescendo su quel pianeta chiamato pelata che hai, sono stracazzi tuoi!
A proposito di cose orribili… Rosario Dawson. Qualcuno vuole finalmente dire la verita?! E’ possibile che nessuno si sia accorto che è un travone?! Ma lo vedo solo io? E passi per il fatto che ha le tette e anche un ciccio, ma cosa ci fa Rosario Dawson a capo di un ufficio come quello? E si capisce che non sa dove sbattere la testa! Tutti lì a domandarsi: “quale sarà mai il misterioso materiale chimico che trasporta il treno??!”. E tutti lì a guardarsi intorno beoti, chi si scaccola, chi si gratta il culo, finché non arriva giusto giusto il tipo della sicurezza ferroviaria alias il portatore di luce! Ma scusa, mai sentito parlare di Wikipedia??!!

Parliamo invece di quanto ridicolo sia il solito confronto con il solito stronzo, cattivo, stupido, avventato, incontinente, impenitente, reticente, demente, prepotente, serpente e qualsiasi cosa che finisca in –ente, e magari anche ciellino? Ma solo nei film di ‘sti ammerrigani uno si prende tutte le cazzo di libertà che vuole senza uno straccio di lettera di contestazione, e alla fine ha pure ragione e il capo viene licenziato e lui/lei viene preso al suo posto?

Ma guarda che succede anche in Italia. Nella vita reale però.

Cyb, ma ti è mai capitato di provare quell’istinto di scaraventare bicchiere, divano, telecomando e quant’altro contro il televisore, e l’unico freno è che lo stesso televisore l’hai pagato con gli ultimi soldi risparmiati in un anno e oltre di lavoro? Anstoppabol mi ha fatto correre il rischio due volte: con il cazzo di treno lungo meno di un grattacielo e pieno di bambini – che ovviamente non potevano fare una brutta fine – sfiorato dal trenone brutto grosso e cattivo, e quando il marine si cala mentre il macchinista stronzo e anche un po’ sindacalista cerca di frenare. Com’è che il soldato-pezzo di figo sopravvive, e l’altro sfigato di mezza età ci lascia le penne?


Non mi parlare di quei bambini! Diobono quanto facevo il tifo perché li beccasse in pieno! Ma perché devono urlare tanto?! Me lo devi spiegare. Non puoi pretendere che nei film ammerrigani uccidano un marine, lo sai che sono una delle due istituzioni più celebrate negli States: l’esercito e le ragazze di Hooters!
Perché, fatalità, le figlie – negre anche loro – di Denzellone lavorano da Hooters, però per pagarsi gli studi eh, chetticredi!! Mica come da noi che le zoccole la danno via al più poveraccio solo per poterla dare via un giorno a qualche cagasoldi!
Comunque, la scena clou, il motivo unico e solo per cui dobbiamo diffondere il verbo di Anstoppabol è la sparatoria per beccare il pulsantone rosso che dovrebbe far fermare tutto. Pulsantone che, ovviamente, sta a due centimetri dalla cisterna della morte, hai presente? Quella con sopra stampato un enorme teschio con scritto: NON SPARATE QUI.

Io non sparo dritto in mezzo ai tuoi occhi da triglia lessa soltanto perchè altrimenti non riusciamo a finire la recensione, ma guarda che oltre al mio codino da redneck – che non è attaccato a nessuna pelata, bada bene, ora che mi tolgo il cappello da cowboy – mi sono annotato ogni tua parola contro quel pezzo di figliola di Rosario Dawson, una roba di quelle che ti ribalta neanche fossi Alessandro Magno. Quindi finisci di bere e vediamo di chiuderla qui, perchè io sparo meglio di quella mandria di rincoglioniti dei soldati finti duri di questa robaccia di cui stiamo parlando.

Adesso ti lascio Ford, ho di meglio da fare. Ci vediamo la prossima volta, ma cerca di farmi trovare un bicchiere pulito almeno!

Brava, vedi di sparire dalla mia vista. E prima di uscire, vedi di salutare come si conviene e lavarti quelle manine luride la prossima volta che passi di qui, altrimenti tutto il mio lavoro di gomito non serve a una beata fava!

KLING!
Lui continua a sbraitare, ma tanto lei se ne è già andata.
La porta si chiude lasciando intravedere per un attimo una luce, forse il sole di mezzogiorno. Ma a quelli della bettola non importa, a loro quel buco umido e puzzolente piace, piace da morire.

domenica 17 luglio 2011

CONTROCULTURA


Perché la cultura ha un peso e, alle volte, bisogna scaricarlo.

P.S. Sì, quello è il mio cesso.

venerdì 15 luglio 2011

SSSSSSSSOOOOOOOOONDAGGIOOOOO!!


Diamo tutti insieme il bentornato al SONDAGGIONE della Cyb!
Dài su, tutti quanti insieme, anche tu là in fondo che fai il timidone! Lo so che ti piace, vieni, vieni a fare "ciao" al sondaggione tuo preferito!
Estate, fa caldo. So che non ve l'ha ancora detto nessuno, per questo ci sono io. Questa volta il mood è fresco, leggero, vispo come un servizio di Studio Aperto, ed è per questo che lo chiameremo:

SONDAGGIO ESTIVO ...IVO ...IVO ...IVO

Con ovvio effetto di eco montana.
Lo sappiamo tutti, gli ultimi giorni prima delle ferie sono agghiaccianti soprattutto per dei pezzenti come noi che le trascorreranno prendendo il sole miseramente sul terrazzino (infestato dalle vespe), e quando ci andrà bene non ci toccherà vedere il vicino che fa la stessa cosa, dimenticandosi però che le mutande NON sono come il costume.
E perciò, quale miglior passatempo di un sondaggio facile facile con cui trastullarsi pensando e rimpiangendo i giorni in ufficio a scroccare l'aria condizionata?
E allora eccovelo! Prendetevelovelolevovole!
Veloce. Bello. Tutto oliato per voi come un modello di D & G.

Vacanze estive. Come le trascorrerete?
a. A trovare nuovi e alternativi metodi di masturbazione
b. Collegandomi al nuovo, fichissimo social network in cerca di belle fighe e, quindi, tornare all'opzione "a"
c. Superando il record di sporcizia personale
d. A guardare tutte le repliche di Matlock e quindi, per noia, tornare all'opzione "a"

Bene, confido in voi. Sapete che il sondaggio sarà lì, in alto a destra, per qualche giorno e allora VOTATE VOTATE VOTATE! Non fatemi incazzare!

venerdì 8 luglio 2011

Ricette cibernetiche: risotto ai funghi di piede



Buongiorno! Bentornati!
Vedo che le mie ricette stanno riscuotendo discreto interesse e ne sono lieta, mediamente lieta. Insomma, non è che mi stia sbracciando o strappando i capelli, sì ecco, è carino.
Vabbé, non me ne frega un cazzo.
Questa volta la proposta è tipicamente estiva: un bel risottone! Leggero leggero, che va giù come una minestra d'acqua, però riempie di più.
Si consiglia la somministrazione intorno a mezzogiorno - mezzogiorno e mezzo, magari sotto la canicola sul vostro misero terrazzino condominiale, in preda alle vespe.
Io amo gustarlo così!
Ma veniamo pure alla ricetta vera e propria.

RISOTTO AI FUNGHI DI PIEDE

Prendete del riso (riso qualunque, a me non interessa) pesatene la quantità che desiderate. Se siete degli sfigati andranno bene 80-90 grammi, se siete accompagnati invece, andranno bene sempre 80-90 grammi, ché risparmiare non fa mai male.
Mettete a rosolare della cipolla in una pentola e, a fianco preparate un'altra pentola di brodo (di dado, ovviamente, quello avanzato dall'ultima festa).
Prendete un piede, che sia stato di recente in piscina, alle terme o, al limite, al mare e gettatelo violentemente nella pentola a rosolare assieme alla cipolla.
Quando il tutto sarà ben dorato, aggiungete il riso e lentamente cucinate aggiungendo il brodo finché non sarà assorbito e la cottura ultimata.
Spegnete il fuoco e mantecate con una noce di burro e - se siete dei maledetti mangiatori di formaggio - del grana grattuggiato.
Il risotto va portato in tavola col suo bel piede adagiato sopra - piede che poi taglierete e servirete a ogni commensale.
Si consiglia di tagliare le unghie prima di procedere alla cottura.
Buon appetito!

mercoledì 6 luglio 2011

La posta di Gesù: il dilemma dell'affamato


Caro Gesù,
recentemente mi sono trovato a discutere con alcuni blogger amici miei della questione dell'antispecismo, e la cosa mi ha fatto alquanto strabuzzare gli occhi, tanto da spingermi a scriverti per avere delucidazioni in merito.
I suddetti blogger sostengono la tesi dell'empatia universale con tutte le creature, ovvero non cibiamoci di carne animale di nessun genere, non uccidiamo le zanzare che vengono a ronzarci nell'orecchio la notte, rispettiamo tutto e tutti perché siamo esseri umani illuminati e dunque depositari dell'unica grande saggezza in grado di aiutare le creature di tutto il mondo e sconfiggere i bruti che mangiano carne e hanno voluto una società basata sul consumismo e sull'allevamento delle povere bestiole.

Ora, io comprendo la realtà agghiacciante della produzione alimentare, ma mi chiedo: è davvero giusto mettersi al di sopra di tutto, anche della Natura, come se si fosse i migliori? Non è una cosa che sa tanto di religione e dogmi, tu che te ne intendi?
Inoltre, se non si mangia nessun animale perché non si vuole vedere la loro sofferenza, ma piante e verdure sì perché non hanno lo stesso sistema nervoso centrale, non è un pò razzista nei confronti dei vegetali? E i minerali, dove li mettiamo?
Insomma, questa cosa mi sa un po' di scelta radical chic giusta giusta per darsi un tono oppure di una potenziale nuova corrente religiosa.
Tu come la vedi?
Grazie dell'attenzione e dell'opportunità che mi hai concesso nella tua rubrica di posta,




Carissimo James,
devo essere sincero con te, in quanto mio nuovo lettore: non ho compreso proprio tutto quello che hai scritto! :P
Hai usato parole come antispecismo e sistema nervoso centrale che, te lo devo dire, non non ho proprio mai, ma mai, sentito e dubito fortemente che esistano!
Ho capito però che hai delle incomprensioni con dei tuoi amici a causa del cibo e questo, secondo me, non ha alcun senso!

Ma non vi rendete conto di quanto siete fortunati voi umani??!! è_é
Cioè, voi potete scegliere tra la carne, la pasta, il riso, le verdure, i dolci! Insomma leccornie di ogni genere! E vi lamentate??
Tu non puoi saperlo, ma guarda che qui da noi non c'è niente di niente, solo semolino! Capisci? SE-MO-LI-NO! E di qualità infima!
Cioè, al massimo io e San Pietro possiamo litigarci l'olio con cui condirlo, ma poi finisce lì!
E voi lì a discutere se uccidere gli animali sia giusto o no... Ci sarà un motivo per cui le mucche non guidano le automobili, no? O per cui i maiali non operano appendiciti!
Non è che io posso obbligarti a fare qualcosa piuttosto che un'altra (anche se mio papà dice che posso), però spero di essere stato chiaro... :)

Tu non puoi capire, davvero. Il mio più grande desiderio nella vita (ed è una vita molto lunga chetticredi!) è fermarmi a un McDrive, abbassare il finestrino (col solo potere della mente, perché mi piace fare lo sborone! ^_^) e ordinare un BigMac... :O____
Smettetela di discutere sul cibo e tornate a fare le care vecchie guerre in nome di chissà quale Dio, ché qui si stanno tutti annoiando a morte!

Il tuo affamato

domenica 3 luglio 2011

Il ripostiglio


Suole senza scarpe
scarpe senza nome.
Scope
che di notte
fanno l'amore con rastrelli
e pale rotte
ma tra le sottane
serbano odore aspro
di polvere e formiche.
Ruggine silenziosa
nutre i chiodi
che un giorno
mi rubarono l'ingenuità,
ruggine chiassosa
stride tra le rime
delle lame più argute.
Non ti amo più
e anche il mio cuore
l'ho messo
nel ripostiglio.

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