giovedì 30 settembre 2010
Up (2009)
domenica 26 settembre 2010
Guasti quotidiani

sabato 25 settembre 2010
FUN COOL!! 5^ edizione
venerdì 24 settembre 2010
Malarazza - Samuel Marolla
Okay. Ci arrivo tardi, ma ci arrivo.lunedì 13 settembre 2010
Piccole stronze crescono Vs Shrek Vs (Miss) Italia


lunedì 6 settembre 2010
Voglia di vincere (1985)
Voglia di vincere (Teen Wolf) è un film del 1985 diretto da Rod Daniel e vede Fox interpretare un giovane studente di una "High School" in perfetto stile americano che scopre un giorno di essere un licantropo. Inizialmente nasconde a tutti il suo terribile segreto finché il padre gli spiega allora che si tratta di un problema ereditario e che farebbe bene ad accettare al più presto questa realtà per poterci convivere.
Così in breve tempo la matricola imbranata diventa un estremamente popolare nonché campione di basket della scuola. Ma la sua diversità non mancherà di causargli grossi problemi, soprattutto perché il preside della scuola sembra avere un conto in sospeso con il licantropo padre.
Nella versione originale americana il nome del protagonista è Scott, sostituito invece in quella italiana da Marty per avvicinarlo al successo di Ritorno al futuro, uscito nelle sale italiane precedentemente a questo. Esiste anche un sequel, ma da queste parti non suscita interesse saperne di più.
Ci troviamo in pieno anni ottanta. L'edonismo è esploso al suo massimo grado e l'espressione di look, atteggiamenti e lifestyle non può che essere esagerata. La cultura Pop ancora non sa che diventerà tale, per il momento si parla soltanto di moda. Io ho cinque anni e nell'inverno di quest'anno avremo una nevicata che ricorderemo per sempre.
Il trend è distinguersi il più possibile dalla massa, cercando di rimanervi sempre inglobati. Una contraddizione in termini che identificava però una situazione non molto diversa da quella contemporanea con la differenza che l'età della stronzaggine arrivava un po' più tardi e l'eroina era molto meglio della cocaina.
Marty/Scott è il simbolo di una generazione che vuole staccarsi in maniera netta dalla stirpe hippie con cui si chiudevano gli anni settanta, preferisce alleggerirsi il pensiero da questioni morali come il peace&love e caricarsi invece le tasche di moneta fumante.
E così ci sono il surf sul tettuccio del furgone, i fusti di birra, i jeans colorati e l'obbligo inderogabile di divertirsi.
Il licantropo da freak si trasforma in leader, almeno finché il gruppo non decide che è arrivato il momento di rifugiarsi dietro alla maschera della paura, impugnare i forconi e mettersi a cacciare il Frankenstein di turno.
Con questa pellicola la personificazione del mostro viene in qualche modo ridimensionata, l'anomalia si trasforma in notorietà, l'eccezione si fa regola e così il lupo prende il sopravvento, almeno nei gusti dei compagni di scuola, che vedono in esso un nuovo emblema di bellezza e conseguente ammirazione. Inutile nascondere che in tuta da basket il licantropo fa la sua porca figura e, non me ne vogliano le bimbeminkia, ma Marty ai belloni di Twilight e compagnia bella dà la paglia.
Ma la massa, si sa, è volubile e appena il vento cambia essa lo segue senza il minimo dubbio. E' storia di sempre: un giorno sei re, il giorno dopo un poveraccio qualunque, soprattutto se tutto ciò su cui hai basato il tuo successo è labile, superficiale.
Questo film, visto nel contesto odierno, dimostra come la storia non insegni nulla e per quanto retorico suoni, le persone ricadono sempre negli stessi vizi ed errori. Ed è giusto che sia così.
Voglia di vincere analizza la figura leggendaria dell'uomo lupo sotto un profilo inedito, sia per l'epoca che per il giorno d'oggi. Le problematiche esistenziali tipiche dell'adolescenza vengono esasperate attraverso l'immagine del lupo mannaro, a riconferma che tutti i simbolismi storici nascono da tematiche psicologiche che non avevano spiegazioni razionali. Ma, al tempo stesso, viene minimizzato un argomento che oggi invece è stato edulcorato ed enfatizzato alla nausea.
Il motto è: più pantaloncini corti e meno seghe mentali! Concedetemi questa semplificazione, ché francamente di Edward Cullen e amici vari ne ho piene le tasche.
venerdì 3 settembre 2010
L'inutile vita di una falena

mercoledì 1 settembre 2010
Quid pro quo
6. Libro preferito
L'idiota - Fedor Dostoevskij
Quindi, ora mi metto in panciolle e aspetto.
Lo sapete? Una volta, tornata a casa a notte fonda, trovai un pipistrello sul capostipite della mia porta d'entrata.
Il fatto di abitare al terzo piano di un condominio (non lui, io) non sembrava averlo scoraggiato, anche se ammetto che, per lui, non deve essere stato molto agevole. Non sarebbe stato neanche tanto sconvolgente se non fosse che, qualche anno prima, era successa la stessa cosa dai miei. Non saprò mai cosa volesse da me. Lo scacciai con un ombrello rosa fuxia. L'avevo preso a Monaco, durante l'Oktoberfest. Ecco spiegato il fuxia.

